ArchivioAntimafia contro lo smantellamento del Pool Trattativa

Il Pool di Palermo, impegnato delle delicatissime indagini sulla trattativa Stato-mafia è stato di fatto smantellato da una Circolare del Consiglio Superiore della Magistratura del 5 marzo scorso.

La Circolare ha stabilito che tutte le nuove inchieste sulla mafia debbano essere affidate esclusivamente a chi fa parte della DDA, la Direzione Distrettuale Antimafia, e quindi ha obbligato o obbligherà a breve i magistrati Francesco Del Bene, Roberto Tartaglia e Nino Di Matteo a occuparsi d’altro, distruggendo il lavoro d’insieme e di squadra, nonchè la loro decennale esperienza.

Ci sentiamo quindi moralmente obbligati a esprimere la nostra contrarietà a questa direttiva che ci allontana ancora di più dalla strada della Verità e della Giustizia.

Lo Staff di ArchivioAntimafia

Aggiornamento progetto “Tutto il processo minuto per minuto”

Era maggio quando abbiamo deciso di intraprendere il progetto “Tutto il processo minuto per minuto“, è arrivato il momento di riassumere lo stato avanzamento a cui siamo arrivati:

Processo % di completamento download % di pagine accessorie (schede, spiegazioni) processo a sentenza upload effettuato
Dell’Utri (appello)
99 %
0 %
no
Dell’Utri (appello II)
100%
0%
no
Mori-Obinu
10%
0%
no
Borsellino Ter
5%
0%
no
Borsellino Quater
100%
0%
no
no
100%
100%
no

Se volete aiutarci in qualunque modo (e ne avremmo proprio bisogno) scriveteci per email.

Intervistati da Altervista!

Siamo stati intervistati da Diego dello staff di Altervista, la piattaforma web che ospita il nostro sito.

Lo ringraziamo per l’intervista e per la donazione che abbiamo ricevuto in termini di banda e spazio web.

L’indirizzo originale dell’articolo è questo: http://blog.altervista.org/it/archivio-antimafia/

Archivio Antimafia su Altervista

Come e quando nasce il vostro sito antimafia.altervista.org, una delle migliori risorse disponibili sull’argomento mafia in Italia?

Il nostro sito viene concepito durante l’estate del 2011 quando ci troviamo davanti ad un vecchissimo e rumoroso computer, con uno schermo a tubo catodico danneggiato e senza alcuni colori, e cominciamo a buttare giù una prima bozza del sito, scrivendo direttamente l’HTML e cominciando a inserire nel rudimentale sito alcuni file recuperati in rete. Nascono così le pagine “Verbali” e “Sentenze”.

Finita l’estate il sito si è già evoluto molto, la grafica è migliorata notevolmente e si è riempito di diverso materiale. Perciò decidiamo, il 5 settembre 2011 di registrare il dominio antimafia.altervista.org. Abbiamo scelto Altervista perché attratti dalla possibilità di avere uno spazio gratuito ma dotato di caratteristiche spesso migliori di altri spazi a pagamento, con una grande affidabilità e velocità di connessione, con la possibilità di espandere all’infinito le risorse del sito.

Tuttavia la vera data di nascita del sito è il 28 ottobre 2011, quando decidiamo di svelare al pubblico l’archivio, che intanto è già pieno di 200 MB di materiale.

Il 2 maggio 2012 ci registriamo a Twitter, pur non conoscendo affatto la piattaforma per sperare di avere dei visitatori, che purtroppo non erano stati molto numerosi. Per fortuna è stata una scelta azzeccata, difatti in poco tempo abbiamo centinaia di persone che ci seguono e, visitando il nostro sito, possono darci numerosi consigli e passarci del materiale inedito.

Il 23 aprile 2012, grazie ad una donazione di 50€, raggiungiamo oltre 4GB di spazio, da riempire con tantissimo altro nuovo materiale, tra cui video e documenti quasi introvabili, come l’intervista di Paolo Borsellino alla TSI, rarissima videocassetta recuperata per miracolo attraverso Emule e BitTorrent.

Durante l’estate 2012 ci ritroviamo di nuovo davanti allo stesso computer sul quale avevamo iniziato tutto, con il solito schermo mezzo rotto e ricominciamo a riempire il sito di nuovo materiale, stavolta principalmente fotografie, recuperate in gran parte dalle pubblicazioni e editoriali per il ventennale dalle stragi del 1992 e lavoriamo ad una nuova sezione dedicata agli approfondimenti. Alla fine pubblichiamo il tutto con una lentissima connessione analogica a 56K.

Il 7 Settembre 2012 veniamo recensiti su Il Venerdì di Repubblica e questo porta numerosi altri visitatori al nostro sito.

In seguito il sito si riempie di nuovo materiale (saturando anche i 4GB di spazio), in attesa di un’altra estate piena di novità.

Quali sono gli obiettivi del sito?

Il sito si pone l’obiettivo di raccogliere più documenti possibili riguardo al tema della mafia e della lotta alla mafia.

È molto difficile trovare su Internet documenti relativi a fatti specifici e molti di essi sono spesso sepolti in siti vecchi, poco aggiornati e che rischiano di chiudere da un momento all’altro. Cerchiamo di preservare questi documenti da un’eventuale eliminazione della fonte originale, nonché di renderli facilmente accessibili a chiunque senza dover affrontare ricerche lunghe e complesse. Cerchiamo inoltre di recuperare documenti inediti sul web, ma disponibili in archivi digitali privati oppure esclusivamente in formato analogico originale o cartaceo. In tal caso ci preoccupiamo di duplicare il supporto originale e in seguito digitalizzarlo per permettere la fruizione a chiunque con una semplice connessione ad Internet.

Questo perché uno dei pilastri sul quale si fonda la criminalità organizzata è quello dell’ignoranza e della mancanza di consapevolezza da parte delle persone. L’obiettivo di ArchivioAntimafia, quindi, è quello di cercare di eliminare l’alone di mistero che circonda la mafia rendendo disponibili a tutti documenti, filmati, registrazioni e altri tipi di testimonianze integralmente e senza alcun tipo di censura o riassunto.

Qual è la situazione attuale?

Al momento il sito viene continuamente aggiornato con diversi tipi di documenti che ci vengono inviati da volontari oppure che troviamo su Internet. Inoltre stiamo cercando di diffondere sempre di più il nostro sito, specialmente attraverso Twitter che si è rilevata una piattaforma estremamente fertile per la diffusione del nostro progetto e attraverso il nostro canale Youtube, che è molto visitato. Ovviamente cerchiamo anche di diffondere il nostro sito attraverso canali più classici, come il passaparola e le e-mail a diverse persone o organizzazioni che si interessano all’argomento.

Quali sono i progetti futuri?

Abbiamo raccolto molto materiale su cui lavorare nel periodo estivo e recuperato numerosi articoli di giornale, fotografie e atti processuali su cui però è necessario un grande lavoro di indicizzazione che svolgeremo sempre durante l’estate. Inoltre stiamo cercando di recuperare, per il progetto “Tutto il processo minuto per minuto”, l’audio delle udienze dei principali processi per mafia. Inoltre stiamo pensando di espandere il nostro archivio con materiali riguardanti anche altri fatti della storia italiana.

Quali difficoltà avete dovuto affrontare?

Per fortuna non abbiamo dovuto affrontare nessuna difficoltà particolare. Superato un primo momento di empasse durante il quale il sito non riusciva a prendere piede non abbiamo avuto altri problemi, eccetto quello dello spazio web, infatti la mole di materiale si fa sempre più grande e ci siamo trovati a dover acquistare diverse espansioni di spazio su Altervista (per fortuna siamo stati aiutati da donazioni), ma ne avremmo bisogno ancora di molto altro per poter comodamente pubblicare numerosi filmati e registrazioni sonore.

Quali sono le soddisfazioni maggiori che avete ricevuto curando il sito?

Le soddisfazioni maggiori ce le hanno date sicuramente i nostri visitatori, che sono ogni giorno più numerosi e dimostrano che è possibile costruire un Paese diverso, non più fondato sull’omertà ma sulla legalità e che la lotta alla mafia passa anche per le piccole cose.

Inoltre siamo stati anche molto gratificati dagli apprezzamenti di esponenti importanti nel campo della lotta alla mafia.

Dalla vostra prospettiva che clima percepite rispetto alle tematiche della lotta alla mafia, in questo momento in Italia?

Con la situazione politica “incerta” fatta di governi tecnici e larghe intese, la lotta alla criminalità organizzata è stata portata dal secondo piano in cui è sempre stata a uno sfondo molto vago e non prioritario. La politica non se ne occupa, i media ne parlano meno, le priorità sembrano essere altre. E questo è un grandissimo errore. Nel periodo di crisi economica e sociale che stiamo vivendo, dove l’economia legale è in costante regressione, dove accedere ai crediti per gli imprenditori come per i cittadini è diventato quasi impossibile, gli unici che possiedono denaro liquido sono le organizzazioni criminali. Denaro liquido che viene immesso nel tessuto legale e che diventa l’unico strumento che apparentemente consente all’economia legale di non affondare del tutto. Il risultato è che la criminalità organizzata sta letteralmente comprando non solo le attività economiche delle regioni del meridione, ma anche di città come Roma (dove la presenza di Camorra e ‘Ndrangheta diventa sempre più massiccia) e Milano, ma il fenomeno è esteso a tutto il vecchio continente.

Le priorità per chi sta al governo sembrano essere altre. La lotta alla mafia deve diventare centrale e prioritaria.

Tutto questo si accompagna a un clima ostile verso la magistratura che si batte per accertare la verità sui misteri recenti del nostro Paese. I processi importantissimi che si stanno svolgendo in questo periodo, come ad esempio il processo Borsellino Quater, il quarto processo sulla Strage di via D’Amelio, e quello strettamente collegato riguardo la Trattativa Stato-mafia, sono non solo non supportati, ma anche osteggiati da gran parte della politica e delle istituzioni, a cominciare da chi ne è a capo da molto tempo.

L’isolamento non solo da parte della politica, ma anche e soprattutto all’interno della stessa magistratura dei PM impegnati su questo fronte rischia di metterne a repentaglio la vita. La storia ci insegna che in Sicilia si muore dopo essere entrati in un circolo vizioso di isolamento: da Dalla Chiesa a Borsellino passando per Falcone che diceva: “Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere”. Lo Stato non solo non li sta proteggendo ma li sta rendendo vulnerabili.

12 agosto 2013

Un capo espiatorio

Le “rivelazioni” di Salvatore Riina agli agenti della GOM, il corpo speciale della Polizia Penitenziaria che si occupa dei detenuti ad alto rischio, sono tutte da interpretare. Più che di “rivelazioni” possiamo parlare di avvertimenti criptici, destinati a chi di dovere, la cui chiave di lettura, così particolare, risulta ardua e circondata da stranezze.
Riina deve ricordare qualcosa a qualcuno e lo fa “scaricando” e colpevolizzando Bernardo Provenzano per averlo venduto e per averlo fatto catturare con la collaborazione di Ciancimino.
Nelle sue dichiarazioni unisce frammenti di verità con tratti di menzogne, se da una parte parla di un decisivo coinvolgimento dello Stato nelle stragi del ’92, dall’altro finge di esserne completamente estraneo. Come ha detto Antonio Ingroia: “Facendo uscire dei pezzi di verità, ma nel contempo negandone altri, l’anziano boss corleonese fa capire quanto il suo silenzio sia prezioso per chi può essere interessato al ricatto[1].

Riina si complimenta invece con Giulio Andreotti, definendolo un “galantuomo” e affermando di essere stato “dell’area andreottiana da sempre”. Chi sa se al Divo Giulio Andreotti avrebbero fatto piacere queste dichiarazioni. Probabilmente sì. Il messaggio permane un mistero inquietante. L’ennesimo.

Come inquietanti e fuori luogo appaiono le dichiarazioni del direttore del Carcere di Opera secondo cui Riina potrebbe essere vittima di un “deterioramento cognitivo dovuto all’età”[1]. Di contro gli agenti della GOM riportano che: “Quel giorno Riina era assolutamente lucido, cosciente, padrone di sé e ha scandito quelle frasi perché noi le sentissimo chiaramente”. Le due cose stridono fortemente e la presunta insanità mentale di Riina preoccupa.

Riina sta con ogni probabilità lanciando dei messaggi, deve ricordare, che lui sa la verità. Una verità per cui lui solo sta pagando veramente. È da escludere un Riina sul punto, non solo del pentimento, ma anche della collaborazione. Ci sono sicuramente interessi che gli stanno a cuore e per cui il “capo dei capi” potrebbe smettere di fare e di essere il “capo” espiatorio.



[1] Intervista a Antonio Ingroia

di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza – Il Fatto Quotidiano 2 luglio 2013

Il programma della manifestazione del 18-19-20 luglio 2013 a Palermo

Riportiamo il programma della manifestazione del 18, 19, 20 luglio in occasione del ventunesimo anniversario della strage di via D’Amelio nella quale furono uccisi il magistrato Paolo Borsellino ed i cinque agenti di scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.

Come ArchivioAntimafia parteciperemo alla manifestazione e pubblicheremo resoconti, foto video e altro materiale.

GIOVEDI’ 18 LUGLIO

ore 18.00 – Sit-in Palazzo di Giustizia (Piazza V. E. Orlando)
ore 19.00 – Corteo Palazzo di Giustizia – Facoltà di Giurisprudenza (via Maqueda n. 172):
ore 20.30 – Convegno Antimafia2000 (Giurisprudenza): ‘Paolo Borsellino: “La mafia mi ucciderà ma saranno altri a volerlo” ‘. Con interventi di: Salvatore Borsellino, Antonio Ingroia, Domenico Gozzo, Vittorio Teresi, Saverio Lodato, Giorgio Bongiovanni e Anna Petrozzi

locandina 18 luglio

VENERDI’ 19 LUGLIO

Via Mariano D’Amelio
ore 9.00/13.00 – Laboratorio ZEN Insieme: Animazione per bambini e percorsi di legalità
ore 15.30 – Interventi magistrati: Giovanni Conzo, Antonino Di Matteo, Domenico Gozzo, Gabriella Nuzzi, Piergiorgio Morosini
ore 16.58 – Minuto di silenzio / Inno di Mameli
ore 17.00 – Marilena Monti recita “Giudice Paolo”
ore 17.10 – Interventi magistrati: Catello Maresca, Roberto Tartaglia, Sebastiano Ardita, Roberto Scarpinato, Leonardo Guarnotta
ore 18.30 – Consegna “targhe” Agende Rosse
ore 19.30 – Partenza “biciclettata” Palermo Ciclabile e Ruota Libera
ore 19.45 – Orchestra sinfonica infantile “Falcone e Borsellino”
ore 21.00 – Marco Travaglio
ore 22.30 – Contributi artistici: Sabina Guzzanti, Vauro, Antonio Grosso, Moni Ovadia (video)

SABATO 20 LUGLIO

ore 9.00 – Salita Castello Utveggio (partenza da Via Mariano d’Amelio)
ore 17.00 – Partita calcetto Magistrati vs Agende Rosse
ore 20.30 – Ritorno a Via Vetriera, la via di Paolo

Retro Fronte
PER CHI VIENE DA TUTTA ITALIA Questa è una mappa della città di Palermo dove sono indicati i luoghi delle manifestazioni che si svolgeranno il 18,19 e 20 Luglio 2013 come raggiungerli con i mezzi pubblici e una lista con i punti dove potere alloggiare e relativi numeri di telefono per prenotare. Vi ricordiamo inoltre qui anche alcune compagnie aeree utili a basso costo:
http://www.easyjet.com/
http://www.ryanair.com/it
http://www.meridiana.it/
http://flyairone.com/
http://www.blue-panorama.it/

Mappa Orchestra sinfonica falcone borsellino
ORGANIZZATORI:
Movimento delle Agende Rosse
Il Fatto Quotidiano
Antimafia2000

ASSOCIAZIONI ADERENTI:
Laboratorio ZEN Insieme
Cittadinanza per la Magistratura
Resistenza Antimafia
Comitato Ventitre Maggio
Associazione Nazionale Familiari Vittime della Mafia
AddioPizzo
Libera
Centro Studi Paolo Giaccone
Palermo Ciclabile
Muovi Palermo
Rete 100 Passi
Fuori dal Coro
ANPI
Liberi Professionisti
OsserMafia Italia
Ruota Libera
Telejato
Libero Futuro
Centro studi Paolo Borsellino
Associazione Nazionale Amici Attilio Manca
Associazione A Testa Alta Bagheria
Articolo54
Abattoir.it
Rete Universitaria Mediterranea
ContrariaMente

Per informazioni:
[email protected]

Tutto il processo minuto per minuto

Abbiamo deciso di lanciarci in un progetto mastodontico, forse più grande di noi. Quello di pubblicare tutte le registrazioni audio di tutte le udienze di tutti i processi di mafia e di renderle scaricabili facilmente per tutti.

Perchè?
Sì, ce la siamo posta anche noi questa domanda. Perché fare una cosa del genere? Interessa a qualcuno ascoltare ore e ore di udienze o scaricarle? Forse sì, forse no. Nemmeno noi ci metteremo ad ascoltare tutti i processi, però possono essere utili. Per un film, per un documentario, e anche per capire come si svolge un processo. I processi di mafia possono essere addirittura interessanti.
Un’altra risposta al perché di questo progetto è intrinseca nella filosofia che ci ha mosso ArchivioAntimafia. I processi e le relative sentenze dovrebbero essere un qualcosa di oggettivo, mentre le notizie arrivano sempre filtrate e cambiate a seconda del giornalista che commenta la sentenza. Lo storico “Mills assolto” del TG1 o il commento della sentenza di secondo grado di Dell’Utri sempre dello stesso telegiornale ne sono esempi cristallini. Crediamo quindi che pubblicare i processi in modo integrale aiuti ad approfondire, coloro che lo vogliano, le vicende del nostro Paese.
E poi perché questi processi rappresentano la storia nel bene e (soprattutto) nel male dell’Italia. E sono dei documenti storici che non devono andare persi. Più copie ce ne saranno, più sarà difficile che vadano persi.

Come
I processi saranno pubblicati a poco a poco, su ArchivioAntimafia (http://antimafia.altervista.org) e sul nostro canale YouTube. Se ci volete dare una mano (e ne avremo proprio bisogno) scriveteci a [email protected] e vi daremo istruzioni.

Speriamo di farcela (prima o poi).

Lo staff di ArchivioAntimafia

Alzati e vota

Ancora tre giorni e si va al voto. E finisce questa estenuante campagna elettorale. E alleluja. E forse riusciremo a dare un taglio alla presenza a reti unificate dei candidati.
Vorrei dire una cosa, dare un consiglio a tutti coloro che il domenica 24 e lunedì 25 avranno la possibilità di votare, cioè tutti i cittadini italiani maggiorenni. Ecco, fatelo! Alzatevi e andate a esprimete la vostra opinione. È semplice, questa legge tratta tutti come analfabeti, dovete solo mettere una “X” sull’apposito simbolo. E se non credete che qualcuno possa rappresentare le vostre idee (e non volete rappresentarle in prima persona…), se credete che tutti i partiti, tutti i politici siano soltanto inutili inetti, ladri, porci, delinquenti, corrotti, corruttori, insomma se non se ne salva nemmeno uno, se credete che nessuno vi possa rappresentare, andate a votare lo stesso! Lasciate la scheda bianca, scriveteci sopra “Forza Roma” o qualche insulto, ma non lasciate che non ve ne freghi niente! Il “me ne frego” è lo slogan del fascismo, della dittatura, ce lo siamo scordati? Ci siamo scordati del prezzo che abbiamo dovuto pagare per ritornare a votare, per ritornare una democrazia? L’indifferenza è la cosa peggiore che ci possa essere. Per Dante gli ignavi non erano degni nemmeno dell’inferno.  Per cui alzate quel culo e cambiate il NOSTRO futuro.

“Sai, questi anni tristi di pagliacci e di lacché. Di leggi infami e di lavoro che non c’è… Li scorderemo anche se adesso sembra strano… come quel giorno tu hai dimenticato me!
E il tempo è un fiume che si porta tutto via, questi buffoni insieme ai giorni che eri mia… La nostra storia e questa storia senza cuore! Amore dimenticheremo tutto ma…”

Pubblicazioni di gennaio 2013

Abbiamo deciso di creare mensilmente un riassunto di tutto il materiale pubblicato, per una consultazione più immediata delle novità:

Foto
– Nuove fotografie
Nuova sezione dedicata a Giovanni Falcone

Documenti
Appunto del SISDE sulla strage di Via d’Amelio
Richiesta di archiviazione della Procura di Caltanissetta riguardante la presenza di una cellula dei servizi segreti nel Castello Utveggio di Monte Pellegrino
Relazione della commissione parlamentare su Peppino Impastato
Sentenza della Corte Costituzionale sul conflitto di attribuzione tra Capo dello Stato e Procura di Palermo
Richiesta di archiviazione della Procura di Caltanissetta per Berlusconi e Dell’Utri
Decreto di archiviazione del gip di Caltanissetta Tona per Berlusconi e Dell’Utri
Richiesta di archiviazione della Procura di Firenze per Berlusconi e Dell’Utri
Decreto di archiviazione del gip di Firenze Soresina per Berlusconi e Dell’Utri
Richiesta di archiviazione della Procura di Caltanissetta per il filone mafia e appalti
Decreto di archiviazione del gip di Caltanissetta Tona per Bruno Contrada

Io non so

Io non so.
Io non so i nomi dei responsabili della trattativa Stato-mafia.
Io non so i nomi dei responsabili della strage di Capaci del 23 maggio 1992.
Io non so i nomi dei responsabili della strage di Via D’Amelio del 19 luglio 1992.
Io non so i nomi dei responsabili delle stragi del 1993.

Io non so e non mi è dato di sapere.
Io non so perché non mi viene detto.

Io non so perché non vogliono che io sappia.
Perché dovrei sapere?
Perché è tanto importante scoprire i responsabili, non solo  mafiosi, delle stragi?

Perché è più importante scoprire se ci sono state connivenze che hanno portato alla Seconda Repubblica? Perché se un rappresentante dello Stato  sbaglia è molto più grave che se lo fa un comune cittadino?
Semplicemente perché i rappresentanti dello Stato agiscono in nome di tutti.

Quando un uomo delle forze dell’ordine compie un arresto lo fa a nome di tutti, quando un giudice emette una sentenza lo fa a nome di tutti, un Pubblico Ministero che sostiene un’accusa lo fa a nome di tutti.

E se queste stesse persone commettono dei crimini? Se queste persone hanno una parte nelle stragi, rubano, corrompono, si lasciano corrompere, trattano con la mafia, si macchiano dei fatti della scuola Diaz? O se fanno finta di ignorare, coprendo di fatto, tutto questo? Lo fanno sempre a nome di tutti, quindi rendono colpevoli tutti noi cittadini.

Tutti.
Ma questo non lo sa nessuno, perché non lo deve sapere nessuno.

Immaginate se tutto il Paese si rendesse conto di quello di cui è stato reso colpevole e di quello per cui i colpevoli non sono stati condannati.
Dobbiamo quindi continuare a non sapere. Per la ragion di Stato. Lo Stato ha ragioni che la nazione non conosce.

 

Vogliamo la verità, quella vera

Ci siamo. Domani, 29 ottobre2012, a Palermo, si terrà l’udienza preliminare del processo sulla “Trattativa Stato-mafia”. Siederanno al banco degli imputati, per i quali la Procura di Palermo ha presentato una richiesta di rinvio a giudizio, cinque membri di Cosa Nostra (Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, Giovanni Brusca, Leoluca Bagarella, Antonino Cinà) e cinque rappresentanti delle istituzioni (Antonio Subranni, Mario Mori, Giuseppe De Donno, Calogero Mannino e Marcello dell’Utri) per il reato di violenza a Corpo politico, amministrativo o giudiziario. Massimo Ciancimino è invece imputato per concorso esterno in associazione mafiosa e calunnia nei confronti di Giovanni De Gennaro, mentre Nicola Mancino per falsa testimonianza.

Sembra quasi irreale, insperato che si sia riusciti a giungere a un processo. Un processo frutto del lavoro dei PM di Palermo, che bisogna ricordare uno per uno: Antonio Ingroia, Antonino Di Matteo, Lia Sava e Francesco Del Bene. PM che sono riusciti a portare avanti le indagini sotto il fango incrociato di molti media e di molte istituzioni, affrontando un tema così delicato, la trattativa, frutto della connivenza tra Stato e Cosa Nostra, una connivenza che, molto probabilmente, ha portato all’accelerazione della strage eclatante di via D’Amelio, e alle stragi, altrimenti inspiegabili, del 1993.

Speriamo che questo processo porti alla verità anche attraverso le aule dei tribunali e che i responsabili di quelle azioni infamanti paghino. Una volta per tutte. Perché è bene ricordare che i processi giunti in Cassazione fino ad ora e confermati hanno portato a una verità. A una verità di comodo. A una verità falsa. Vogliamo una verità vera, il che, nel nostro Paese, non è mai scontato. Anzi molto raro.

Gattotigrato